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mercoledì 20 febbraio 2013

Duemilacinquecento



2.500 pagine visitate, e un GRAZIE a chi mi ha fatto venire voglia di continuare, leggendo i miei racconti, guardando le mie foto, facendomi i complimenti, contribuendo in qualsiasi modo a pubblicizzare questo blog.
E' una passione portata avanti a tempo perso, ma mi piace scrivere, mi piace camminare, mi piace fotografare. E allora non posso che andare avanti, cercando qualche idea nuova.
Qualcosa di nuovo già c'è, a dire il vero.
Chi mi segue, ultimamente, avrà visto che le schede stanno lasciando spazio ai racconti, un po' più romanzati, ma forse più piacevoli da leggere rispetto ad una fredda scheda. Sono racconti scritti "a due mani", ma parlano di escursioni "a quattro piedi" (o a quattro ciaspole?), visto che il 2013 mi ha - un po' a sorpresa - avvicinato a una persona che ama camminare e che sta iniziando a seguirmi sui sentieri dell'appennino. Fatica, ma prima di tutto divertimento, perché insieme ridiamo e ci distraiamo per qualche ora dalla vita di tutti i giorni. E poi momenti da ricordare, sempre col sorriso sulla bocca e senza prendersi troppo sul serio.
Raccontare il nostro divertimento, le mie sensazioni: da qui è nata l'idea dei racconti, già sperimentata con le versioni alternative delle mie schede che scrivevo per il sito www.marcaobertenga.com (grazie a Giuseppe e Andrea per la collaborazione) e la rubrica "Da dove a...dove".

Eppure l'idea del blog mi girava in testa da un po'.
Anzi, diciamola tutta. In principio non era un blog, l'idea era un libro. Un libro che raccogliesse le escursioni che avevo fatto in tutti questi anni, con schede, mappe e immagini. Poi saltò tutto, tempo fa decisi di seguire altre strade, ma per fortuna sono tornato esattamente qui da dove ero partito e ho potuto riprendere quello che anni fa avevo interrotto.
Prima del blog (poco prima a dire il vero: il blog è nato a settembre) ho iniziato esponendo alcune immagini in una mostra fotografica, nell'estate del 2012. Avevo selezionato alcune foto delle mie escursioni, secondo me le più belle che avevo fino ad allora scattato. Alcune le ho proposte nella loro naturalezza, su altre sono intervenuto sui colori giocando un po' con alcuni filtri e cornici dei vari programmi di grafica. Già quella sera mi ero accorto che sull'argomento c'era interesse, e così ho preso la decisione di partire con il progetto del blog, tra l'altro molto più "gestibile" di libri o altro: un aggiornamento continuo, sulla base delle mie esigenze. E i social network a spingere, a fare da supporto. Così, a forza di rompere le palle a destra e a sinistra, sono arrivato a 2.500 visite e sono fiero di aver contribuito ad esportare tra gli appassionati e tra chi, magari, non le conosceva, le bellezze del mio - del nostro - territorio.
Alcune di quelle immagini, le più belle, a mio avviso, le ripropongo qui, ora, come regalo per chi mi ha seguito in questi mesi. Alcune vi saranno familiari, essendo già state pubblicate sul blog a corredo di alcune schede, altre invece sono relative ad escursioni che sul blog non sono ancora comparse, ma che compariranno presto.
Che dire...spero che vi possano trasmettere la stessa sensazione di pace e serenità che ho cercato di immortalare attraverso l'obiettivo della macchina fotografica.

Ore 5.30 del mattino, arrivo sul Monte Antola

Il Monte Alfeo

Lo spettacolo dell'alba sul Monte Antola

Bikers sul Monte Gropà

Cielo d'agosto in Alta Val Borbera

La nebbia sul Lago del Brugneto

Foto-cartolina di Bruggi dal Monte Chiappo

Il Monte Rosa alle spalle di Caldirola

Il Mar Ligure visto dal Monte Panà: la Madonna della Guardia, l'Isola Gallinara e Capo Mele (Sv)

Il campanile della chiesa di Piuzzo, tra le foglie

La croce illuminata sulla cima dell'Antola, di prima mattina

Il Monte Carmo

La vista dalla cima del Carmo

Il Monte Rosa, dietro alle antenne del Giarolo

Il mar Ligure visto dall'Ebro: dietro al Santuario della Guardia, Capo Noli

Zoom sul Lago del Brugneto dai piedi dell'Antola

Nuvole dal Chiappo verso la Val Boreca e la Val d'Aveto

Panorama dai piedi dell'Antola

La Fontana delle Bordelle e la Malga di Costa Rivazza

La Val Borbera e il Monviso visti dal Gropà

Un nuovo giorno arriva nella Valle dei Campassi

La Statua del Redentore sul Monte Giarolo

Inverno sul sentiero per il Rifugio Orsi

La baita del Monte Chiappo, sullo sfondo

Volpara e la Val Borbera





giovedì 13 settembre 2012

Caldirola - Piuzzo



Partenza: Caldirola (Al), Colonia Provinciale

Arrivo: Piuzzo (Al)

Lunghezza del percorso (a/r): 18 km ca. Clicca qui per il percorso Caldirola - Piuzzo

Tempo di percorrenza (a/r): 6.30 h ca

Segnavia: Il percorso non è segnalato. Lungo il sentiero si incontrano però a tratti dei segnavia CAI 220 laddove il nostro percorso si sovrappone a quello delle "12 fontane". Il sentiero e la sterrata sono comunque nettamente visibili, fatti salvi alcuni punti riguardo ai quali si rimanda alla scheda che segue.

Scheda: Ho effettuato questa escursione una sola volta, nel 2011, nonostante mi avesse sempre attirato quella costa boscosa - alternata a prati che sembrano quasi campi da golf - che vedevo sotto di me ogni volta che raggiungevo a piedi il Monte Ebro.
La partenza del nostro itinerario è dal parcheggio sul fianco della Colonia Provinciale di Caldirola, ad un'altitudine di circa 1.100 mt.. Caldirola è raggiungibile risalendo la SP100 della Val Curone, seguendo da Tortona le indicazioni per la Val Curone.
Si supera un cancello e si segue il sentiero che in breve si immette sulle piste da sci che dal Monte Gropà scendono a Caldirola. Occorre fare attenzione a questo tratto di strada poiché i sentieri sono attraversati da piste utilizzate dagli appassionati del downhill, segnalate, ma spesso facilmente confondibili con il sentiero. E' forse preferibile tenere sempre occhi ed orecchie ben aperti ad ogni intersezione con le piste per bikers.
Mantenendosi sempre sulla sinistra (preferibile percorrere, nell'ordine, le piste da sci numero 3 e, successivamente, 4, che avvicinano maggiormente al Monte Panà - anche se di fatto tutte le altre piste portano sulla cresta) si sale fino a raggiungere un colletto panoramico nei pressi di Passo Bruciamonica (mt. 1394), dove si apre il panorama sulla Val Borbera.
Dal Passo Bruciamonica si segue il sentiero che si dirige a sinistra (verso destra si va verso i Monti Gropà e Giarolo), che si immette in un piccolo boschetto, usciti dal quale, si vede di fronte a noi l'inconfondibile sagoma del M.te Panà (mt.1559).
Si prosegue sempre diritto attraverso un sentiero che diventa via via sempre più stretto, fino a ritrovarsi ai piedi del M.te Panà. A questo punto è possibile tagliare verso destra per un sentiero che aggira il Monte Panà sul lato della Val Borbera, anche se personalmente consiglio di scalare il Panà, che si caratterizza per una salita particolarmente intensa, anche se tutto sommato breve.
Salendo al Panà, si può ammirare un fantastico panorama di Caldirola e di tutta la Val Curone fino a Fabbrica Curone. Giunti in cima, si gode di un'ottima vista sui Monti Gropà (con l'arrivo della Seggiovia di Caldirola e il rifugio in legno - purtroppo non utilizzato), Giarolo (alle nostre spalle) e, nelle giornate più fredde, alle spalle del Giarolo si scorge tranquillamente la catena del Monte Rosa.
Distogliendo il nostro sguardo dal Giarolo, sulla sinistra, compare la frazione di Volpara (mt. 945) e più in generale si può ammirare la Val Borbera e non solo (come testimonia la foto di Arquata Scrivia che trovate sotto), mentre, appena ci rimettiamo in cammino, sullo sfondo compaiono le sagome dei Monti Lesima, Chiappo ed Ebro.
Si prosegue con alcuni saliscendi verso il Monte Cosfrone, e appena superato un cancello per il bestiame si abbandona il sentiero di cresta per svoltare a destra tra i prati, fino a raggiungere un piccolo sentierino che taglia sul lato il Monte Cosfrone e conduce al Monte Roncasso (mt. 1530).
Giunti al Roncasso, si risale brevemente e si continua sulla sinistra fino ad imboccare un evidente sentiero che inizia a scendere verso la Costa Rivazza. Di fronte a noi è comparsa, nel frattempo, la sagoma dell'Alfeo.
Scendendo per questo sentiero ho optato per una piccola deviazione (più che altro involontaria, visto che era poco segnato il percorso) fino a raggiungere il prato su cui si trova la Cappelletta della Madonnina del Pascolo (mt. 1419), nei pressi della Fontana del Pascolo (fa parte del "giro delle 12 fontane"), dalla quale sono poi sceso tagliando per i prati (il sentiero non si vedeva!) fino a raggiungere il Prato delle Bordelle, un ampio prato circondato dai Monti Roncasso, Cosfrone ed Ebro, nelle cui immediate vicinanze si trova una bella fontana (Fontana delle Bordelle) con un'acqua freschissima e, accanto, la Malga di Costa Rivazza (sono presenti due costruzioni, una ormai sta cadendo a pezzi).
Si prosegue sul fianco della Malga di Costa Rivazza e il sentiero inizia ora a scendere più decisamente, fino ad entrare nella strada vicinale Piuzzo-M.te Ebro, che funge da linea di demarcazione tra la Costa delle Braglie (sulla nostra sinistra) e la Selva di Teo (a destra) e all'inizio della quale si possono notare i segni di un importante intervento di disboscamento.
Si continua a scendere per la carrareccia, ignorando le deviazioni (segnalate) per il "Giro delle 12 fontane", con panorami sulle frazioni di Pobbio Superiore, Inferiore e Cabella Ligure, fino a giungere in prossimità dell'Acquedotto di Piuzzo, dove si intravedono i primi tetti delle case di Piuzzo.
Il panorama ora è cambiato, si distinguono nettamente, in fronte a noi, sul versante del Monte Porreio, la frazione di Daglio e, alle sue spalle, il Monte Carmetto con i due nuclei di abitazioni che compongono Vegni.
La carrabile svolta verso destra e scende ancora decisamente fino a entrare in Piuzzo (mt. 940) dove diventa asfaltata e prosegue lasciandosi il paese sulla sinistra.
Giunti a un bivio, tra le case, si tiene la sinistra fino ad arrivare ad una bacheca in legno contente indicazioni sul "Giro delle 12 fontane" di cui spesso ho parlato in questa scheda. Poco distante si trovano un parco giochi per bambini e la chiesa del paese.
Al ritorno si segue esattamente lo stesso sentiero, con l'unica eccezione che si può raggiungere l'imbocco del sentiero, sopra al paese di Piuzzo, passando per le strette viuzze che partono nelle vicinanze della chiesa.

Giudizio: ho trovato questa escursione particolarmente piacevole, soprattutto per la bellezza dei paesaggi che si possono ammirare nei dintorni del Prato delle Bordelle e della Malga di Costa Rivazza, oltre alla felice collocazione del paese di Piuzzo, sito in ottima posizione.
Discretamente faticoso il primo tratto, che da Caldirola sale al Monte Panà, per il resto l'escursione si sviluppa tutta in discesa. Ovviamente ciò comporta che il ritorno, almeno fino al Prato delle Bordelle, sia abbastanza faticoso poiché tutto in salita. Nel complesso, un'escursione che consiglio.


Panorama della Val Borbera dal colletto panoramico nei pressi di Passo Bruciamonica

Zoom su Arquata Scrivia dal Panà

Borghetto Borbera e il novese visti dal Panà

Scalato il Panà, si devia a destra verso il M.te Roncasso

La Val Borbera dal sentiero per il Roncasso

Panorama del M.te Roncasso

Mucche al pascolo sul Roncasso

Il Cosfrone visto dal Roncasso

Il prato delle Bordelle e Costa Rivazza fotografati dal Roncasso

Il sentiero che dal Roncasso scende sotto al Cosfrone

Cabella Ligure dal sentiero che scende verso Costa Rivazza

Guardandosi alle spalle, verso il Cosfrone

I colori della montagna

Mucche sul sentiero verso la Madonnina del Pascolo

La cappelletta della Madonnina del Pascolo

Il prato delle Bordelle. Sullo sfondo, il Monte Roncasso

Il prato delle Bordelle

Ancora il prato delle bordelle, con il Cosfrone alle spalle

La fontana delle bordelle e la malga di Costa Rivazza

La fontana delle bordelle e la malga di Costa Rivazza

Particolare della malga di Costa Rivazza

Malga di Costa Rivazza

Malga di Costa Rivazza

Indicazioni per Piuzzo e per il Giro delle 12 fontane

Strada utilizzata per il disboscamento, scendendo per Costa Rivazza (si prosegue sulla destra)

Legna accatastata lungo la strada per Piuzzo

Scorcio di Pobbio Inferiore e Pobbio Superiore

Tra gli alberi, si intravede Cabella Ligure

Il sentiero scende in maniera più decisa. Di fronte a noi, Daglio.

Zoom su Daglio dal sentiero per Piuzzo

I due nuclei di abitazioni che compongono Vegni, fotografati dal sentiero per Piuzzo

Si intravede il campanile di Piuzzo

Piuzzo: spuntano i primi tetti

Arrivati a Piuzzo, si entra in paese per la strada, ora asfaltata

Il campanile di Piuzzo da un'altra angolazione

Le indicazioni per alcune delle fontane del "Giro delle 12 fontane"

La bacheca in legno del paese

Verso la chiesa

La chiesa di Piuzzo

La facciata della chiesa di Piuzzo


Le case situate in fianco alla chiesa

Ci lasciamo la chiesa alle spalle, si inizia a risalire

Fontana sul lato della piazza della chiesa

Ritorniamo in cima al paese per una stradina che passa in mezzo alle case

In mezzo al paese di Piuzzo

La sterrata che risale verso Costa Rivazza

Panorama sull'alta Val Borbera: a sinistra Daglio, al centro Vegni

Il paese di Cosola fa capolino dietro la Costa delle Braglie

La sterrata inizia a risalire

Il nostro sentiero

Segnavia sugli alberi

Tornati nei pressi del prato delle bordelle

Ricompare di fronte a noi la malga di Costa Rivazza

Seconda fontana (secca) nei pressi della malga

La fontana delle Bordelle e alle spalle il Monte Roncasso

Davanti alla malga

Sosta alla fontana delle Bordelle

Risalendo verso il Cosfrone, si rivedono le vette dell'appennino ligure

L'Antola

Sul sentiero del ritorno

Il panorama verso Cabella Ligure

Il verde dell'erba e l'azzurro del cielo estivo

Il Monte Roncasso

Panorama del Monte Giarolo e di Volpara dal Monte Roncasso