venerdì 3 maggio 2013

Il villaggio abbandonato di Camere Nuove




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Partenza: Costa Salata (767 mt.)
Arrivo: Camere Nuove (villaggio abbandonato, 795 mt.)
Lunghezza percorso (a/r): 7,34 km
Tempo di percorrenza: 2 h. circa
Dislivello complessivo: 222,63 m.
Segnavia: bianco rosso num. 200 e percorso didattico C



Ci siamo. A poco meno di un anno di distanza dalla mia prima escursione ai paesi abbandonati della Valle dei Campassi, oggi sono pronto ad andare di nuovo alla scoperta di quello che, un tempo, era uno dei tanti piccoli borghi dell'appennino settentrionale e che, dalla seconda metà del novecento, è stato progressivamente abbandonato dai suoi abitanti, trasferitisi ai paesi e alle città vicine, lasciandolo in stato di totale abbandono. Ora la natura si sta riprendendo i suoi spazi, ed è sempre impressionante vederlo. Visitare un paese fantasma lascia sempre una sensazione di "freddo" dentro, di solitudine, di impotenza. A me è successo anche questa volta, quando sono stato a Camere Nuove.

Camere Nuove è un paese abbandonato della Val Sisola, alta Val Borbera.
Dal nome, sembrerebbe quasi trattarsi di un paese recente. Poco distante si trova infatti il "gemello" Camere Vecchie, questo sì dal nome di un paese fantasma, ma non fatevi ingannare perché non è abbandonato. Entrambi i villaggi si trovano sulle pendici del Bric delle Camere (1.018 mt.), una montagna dell'appennino ligure posta al confine con la Val Vobbia.
L'alta Val Borbera, nelle alture dove diventa Val Sisola, è un luogo per me totalmente inesplorato: mai ho camminato su questi sentieri e sinceramente conosco poco anche la zona. Siamo nei luoghi del famoso formaggio Montèbore e poco distante da qui, oltre queste montagne, è già Liguria.
Per raggiungere queste valli, occorre risalire la Val Borbera prendendo la SP140 e una volta superato l'abitato di Cantalupo Ligure prendere a destra la SP145, nei pressi di Rocchetta Ligure. Dopo aver attraversato le frazioni Pagliaro Inferiore e Superiore, raggiunta Sisola la strada si biforca: a destra (SP144) si sale a Roccaforte Ligure, mentre noi proseguiamo a sinistra sulla SP145 per Mongiardino Ligure. Superate un'infinità di piccole frazioni, ci si ferma solo una volta raggiunta la località Costa Salata (797 mt.), che si trova esattamente sulla costa al confine con la Val Vobbia.

A Costa Salata, di fronte all'omonimo albergo ristorante, si prende il bivio sulla destra per Pianzuola, ma a dire il vero si può già parcheggiare l'auto qui. Sono infatti presenti le indicazioni del sentiero numero 200 per il Pian dei Curli (1 h.) e per il Bric delle Camere (1 h.45 min.). Poco più avanti, tra alcune case, occorre tralasciare la strada principale, che prosegue in discesa verso Pianzuola, e prendere uno stretto bivio che sale a sinistra, segnalato da una freccia di legno le cui scritte sono ormai scolorite, ma intendiamo che si tratta del sentiero per Camere Nuove.
La strada, strettissima, è asfaltata solo per il primo centinaio di metri e poi lascia spazio allo sterrato. Inizialmente anche lo sterrato è piacevole e si cammina circondati da bei prati verdi, con qualche vista su Mongiardino e Camincasca. La giornata non è delle migliori e il sole fa capolino tra le nubi solo all'inizio del nostro itinerario, per poi scomparire piuttosto in fretta e lasciare spazio a un cielo grigio cenere che si fa via via sempre più minaccioso. Lungo il percorso si incontrano alberi enormi, secchi, e se ne incontreranno sempre di più a mano a mano che ci addentreremo nel bosco. Anche quando ero stato a Reneuzzi ne avevo incontrati tanti: sembra quasi che questi alberi così strani siano posizionati solo sui sentieri che portano ai paesi abbandonati, quasi volessero preannunciare la tristezza e l'abbandono dei luoghi che incontreremo di lì a breve.
La stradina sale piuttosto tranquillamente e si immerge in un bosco che mano a mano si procede diventa sempre più sporco e meno curato. Iniziano le prime pozzanghere, qui probabilmente la pioggia degli ultimi giorni fa più fatica del previsto ad andarsene. In alcuni punti le pozzanghere coprono tutta la strada e non si può fare a meno di infangarsi nel tentativo di attraversarle. Il percorso è fatto di frequenti saliscendi e dopo circa 25 minuti di cammino si incontrano le prime segnalazioni. Nei pressi di una curva, su due cartelli di legno, è indicata la direzione di due percorsi didattici: il percorso B, che conduce a Castello Pianzuola e il percorso C, per Camere Nuove. Li seguo entrambi, visto che indicano la stessa direzione.
Il sentiero continua ad aggirare i versanti della montagna e dopo un lungo tratto di salita, mi trovo davanti a una grossa frana che ostruisce tutto il sentiero. Lanciando maledizioni a destra e a sinistra, dopo qualche metro in equilibrio sul tronco di uno degli alberi trascinati via dalla frana, mi immergo nel fango fino a metà gamba e ci passo dentro, non posso fare diversamente. Fortuna che l'infangamento è breve.
Dopo la frana, il sentiero inizia a scendere dolcemente. Siamo in una zona di castagne, come potete vedere dalle foto che ho scattato lungo il percorso. Poco più avanti, incontro una segnalazione che per un attimo mi fa venire qualche dubbio, visto che fino a qui cartelli - oltre a quelli del percorso didattico - non se ne sono visti. La segnalazione a cui mi riferisco riguarda un sentiero che proviene dal basso e che taglia la strada che sto percorrendo, salendo sulla sinistra: il sentiero, marchiato con il numero 266, a mio avviso potrebbe portare al Bric delle Camere e lo incontrerò ancora più avanti.
Proseguo allora sempre dritto, tralasciando il sentiero 266 e poco più avanti, dopo un'enorme pianta sradicata su cui c'è ancora un cartello con le indicazioni per Caprieto, a 3 km e 200 mt. esatti dalla partenza, incontro un grande prato verde dove il sentiero si divide in un bivio. Qui sono presenti le indicazioni del percorso didattico: dritto per Pianzuola (percorso B), sinistra per Camere Nuove (percorso C).
Io prendo la strada di sinistra e dopo pochi passi vedo già sullo sfondo una staccionata. Dietro alla staccionata, un'area che ospita numerose panche di legno, la maggior parte spaccata dal gelo dell'inverno. Vicino anche un muretto in mattoni e un capannino in lamiera, con una minuscola casetta a fare da bagno. Sembra un'area attrezzata per delle grigliate.

Dietro alle panche spaccate, si intravede una casa: eccomi arrivato a Camere Nuove. Il sentiero però prosegue dritto, quindi ritorno sulla strada per vedere se mi conduce alle altre case. Davanti a me, mentre cammino, passa velocissimo un capriolo ma questa volta non ho la prontezza di riflessi per fotografarlo.
Sullo sfondo, dietro ai rami di un albero, inizia a delinearsi il profilo di una casa: la riconosco, è quella che ho visto nell'unica foto che sono riuscito a trovare, in rete, su Camere Nuove.
E' una casa grande, della quale si distinguono solo metà della facciata, con alcuni profondi buchi nei muri, con due finestre e parte del tetto. Il resto della casa è avvolto dalle piante e dalle erbacce che sono cresciute fin sul tetto e da qui hanno ricoperto tutta la restante parte di facciata della casa. Sotto a questo strato sempre più spesso di erbacce, fatichiamo a distinguere un balcone, forse in legno, interamente avvolto e imprigionato. Davanti a questa casa, un cartello con il nome del paese fantasma e l'altitudine, assieme a dei segnavia recanti  l'indicazione per il sentiero 266, che scopro provenire dal fondovalle - da Sisola - e proseguire sino, probabilmente, al Bric delle Camere.
Accanto alla casa più grande, i ruderi di altre due case, che si distinguono a malapena, ormai quasi totalmente inghiottite dalla natura che si riprende i suoi spazi. Tra le piante e le erbacce, spuntano solo i resti di alcuni pilastri, ma non posso vedere di più, e non posso nemmeno provare ad avvicinarmi ulteriormente.
Dietro di me, un'altra casa piuttosto grande e ancora discretamente in piedi. Mi avvicino per scattare qualche foto: in parte sembra sventrata, con i muri in parte crollati e pezzi di legno che penzolano un po' dappertutto. Sui muri, scritte di qualcun altro che è passato di qui prima di me, proprio sul fianco di una porta che sembra lasciare intravedere qualcosa all'interno, ma alla quale non mi avvicino vista la situazione della casa.
Mi guardo intorno per vedere se ho dimenticato qualcosa, ma così ad occhio mi pare di vedere che Camere Nuove sia tutto qui. Anzi, no. Ritornando indietro sul sentiero, fino all'area che ospita le panche, mi avvicino ad una costruzione semicrollata, la prima che avevo visto arrivando. Mentre scatto qualche immagine dei ruderi della casa, crollata su se stessa, vedo che da questa parte ci si può provare ad addentrare tra le case.
Così mi infilo tra le piante e da qui scopro una veduta diversa di Camere Nuove, forse ancora più tetra.
La casa di fianco a me ha i muri ancora in piedi, ma oltre il primo piano è costruita con sottili mattoncini che a poco a poco vengono giù. Più a destra, una casa totalmente crollata, adiacente alla casa con i muri sventrati che ho descritto prima. In mezzo a tutta questa erbaccia e a queste piante è così buio che sembra notte e fa quasi paura, in lontananza, il profilo di una finestra buia della casa più grande del paese. 

Certo, il tempo non aiuta: ora inizia anche a piovere. Mi incammino sulla strada del ritorno, lasciandomi alle spalle i ruderi delle case di Camere Nuove. Sono contento di avere visitato anche questo paese fantasma, ulteriore testimonianza di un abbandono che già avevo avuto modo di vedere con i miei occhi camminando fino ai villaggi abbandonati della Valle dei Campassi. 
Non è facile descrivere quello che si prova qui, di fronte a questo triste spettacolo, ma sicuramente un senso di vuoto mi pervade. Quella grande casa coperta di erbacce è così triste e austera da mettere paura, e sicuramente sarà il ricordo di Camere Nuove che porterò con me anche al termine di questa escursione.
Il ritorno scorre via in fretta, con la nebbia che scende fino a toccare la cima delle montagne vicine e qualche goccia che di tanto in tanto mi bagna. Scatto una foto del mio riflesso in una pozzanghera, quasi a volermi fare compagnia da solo. Non mi ha deluso la visita di Camere Nuove, ma non aspettatevi nulla di particolare: le case sono poche e il sentiero è piacevole, ma per nulla panoramico. Per chi volesse visitare questo paese abbandonato, consiglio di dedicare non più di una mezza giornata, magari quando il tempo non è dei migliori. Prossimamente, sono intenzionato a visitare anche gli altri paesi abbandonati nei dintorni: Avi, Chiapparo e Rivarossa. Quindi consiglio agli amanti del genere di restare "sintonizzati".

Photogallery









































































2 commenti:

  1. Ciao,se seguivi ancora il sentierino trovavi anche la chiesetta....

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  2. In quella radura dove ci sono quelle panche fino a metà anni 90 veniva organizzata, verso inizio agosto, una festa dove si raggiungevano anche i 2 o 300 partecipanti.

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